United Airlines: la fine del cane costretto a viaggiare nella cappelliera

Le insistenze della padrona del cucciolo di bulldog francese, non sono stati sufficienti per convincere lo staff della famosa compagnia aerea a lasciar viaggiare Papacito sotto il sedile anteriore,come testimonia il passeggero dei sedili posteriori alla famiglia. L’assistente di volo, di cui non sono state ancora fornite le generalità ma che si trova ora sotto indagine, ha obbligato la famiglia del cucciolo a mettere la cuccia del cane nella cappelliera sopra ai sedili dell’aereo, nonostante aver fatto presente la mancanza di aria a sufficienza per il volo di tre ore da Houston a New York-LaGuardia. Tuttavia, nonostante si sentissero i lamenti del cucciolo durante i primi momenti del viaggio, il silenzio successivo ha preannunciato alla famiglia la tragica scoperta all’arrivo : nonostante il tentativo di rianimarlo, non c’è stato nulla da fare.

La United Airlines, attraverso un comunicato, ha espresso le proprie scuse alla famiglia, definendo quanto accaduto «una tragedia che non si sarebbe mai dovuta verificare», promettendo di fare chiarezza sull’accaduto e afferma «Stiamo in parallelo indagando per capire cosa e perché sia successo tutto questo in modo da prevenire che questa situazione si verifichi di nuovo». Le stesse regole della United Airlines affermano che gli animali in cabina «devono stare in un contenitore e appoggiati nello spazio vuoto al di sotto del sedile anteriore».Questo accaduto sferra un nuovo colpo alla reputazione della compagnia, che soltanto lo scorso anno era stata sommersa dalle critiche dopo che un video, diventato virale, mostrava un passeggero rimosso a forza da uno dei suoi aerei a Chicago.

Non pochi mesi fa, anche la Spirit Airlines era finita sotto l’occhio del ciclone, dopo che un passeggero è stato costretto a gettare il proprio criceto nello scarico, in quanto la compagnia aveva vietato di portarlo a bordo.

Nel 2017 sono stati registrati almeno 24 incidenti in cui gli animali sono deceduti per cause naturali o per movimenti sbagliati dell’animale stesso, ma in questo caso, la causa è imputabile solamente allo staff della compagnia aerea, e alla policy di quest’ultima.

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