Fa più male bere o fumare erba? La scienza parla chiaro

La cannabis è meno pericolosa per il cervello rispetto all’alcol.

La scoperta è stata messa in evidenza da un team di ricerca statunitense che ha studiato gli effetti dell’utilizzo della cannabis dimostrando come non comporti un particolare deterioramento a lungo termine alla sostanza grigia e bianca del cervello, a differenza dei danni comportati dall’alcol.


Proprio così, la cannabis vietata si è dimostrata meno dannosa per il cervello rispetto agli alcolici che sono perfettamente legali. La marijuana non provoca danni a lungo termine alla materia grigia e alla sostanza bianca che riescono a mantenersi integri nel sistema nervoso centrale.
Il team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze in Colorado e del Dipartimento di Psichiatria Salute e Scienze in Oregon) è stato coordinato dal professor Kent Hutchinson- è stato subito chiarito che la marijuana non è propriamente benefica, ha dichiarato Rachel Thayer, la prima autrice di queste ricerche, non sappiamo quali effetti possa arrecare alla mente, ma siamo sicuri che le conseguenze negative della sostanza illegale non sono neppure paragonabili agli effetti devastanti prodotti dall’alcol, sostanza facilmente reperibile perché legale.
Come è possibile dimostrare ciò? Il professor Hutchinson insieme al suo team di esperti ha raccolto e ordinato i dati di numerosi studi adiacenti sui particolari effetti cerebrali della cannabis, rendendosi conto della poca coerenza dei risultati. Osservando i risultati degli studi si nota che alcuni suggeriscono che all’uso di marijuana è “legata una riduzione del volume dell’ippocampo”. Altri indicano che l’utilizzo della marijuana è fortemente legato a cambiamenti nella zona del cervelletto: non esiste però nessuna coerenza tra gli studi in termini di effetti diretti sulla struttura cerebrale reale.
La ricerca ha coinvolto 853 persone adulte fra diciotto e cinquantacinque anni e anche persone adolescenti fra quattordici e diciotto anni. Fra i selezionati vi erano sia consumatori abituali di marijuana, sia di alcol. Tutti i soggetti presi in analisi sono stati sottoposti a particolari analisi tramite scansioni cerebrali in modo da poter osservare la ‘tenuta sulla componente cellulare della materia grigia e bianca. I risultati delle analisi hanno messo in evidenza un deterioramento delle due sostanze più incisivo rispetto ai cannabinoidi contenuti nella marijuana, che non hanno causato forti impatti a lungo termine sull’integrità della materia grigia e bianca. Questo studio non intende sottolineare che la marijuana faccia bene o abbia dei benefici per il cervello, ma di sicuro fa meno danni dell’alcol. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Addiction.
La cannabis è meno pericolosa per il cervello rispetto all’alcol.
Proprio così, la cannabis vietata si è dimostrata meno dannosa per il cervello rispetto agli alcolici che sono perfettamente legali. La marijuana non provoca danni a lungo termine alla materia grigia e alla sostanza bianca che riescono a mantenersi integri nel sistema nervoso centrale.
Il team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze in Colorado e del Dipartimento di Psichiatria Salute e Scienze in Oregon) è stato coordinato dal professor Kent Hutchinson- è stato subito chiarito che la marijuana non è propriamente benefica, ha dichiarato Rachel Thayer, la prima autrice di queste ricerche, non sappiamo quali effetti possa arrecare alla mente, ma siamo sicuri che le conseguenze negative della sostanza illegale non sono neppure paragonabili agli effetti devastanti prodotti dall’alcol, sostanza facilmente reperibile perché legale.
Come è possibile dimostrare ciò? Il professor Hutchinson insieme al suo team di esperti ha raccolto e ordinato i dati di numerosi studi adiacenti sui particolari effetti cerebrali della cannabis, rendendosi conto della poca coerenza dei risultati. Osservando i risultati degli studi si nota che alcuni suggeriscono che all’uso di marijuana è “legata una riduzione del volume dell’ippocampo”. Altri indicano che l’utilizzo della marijuana è fortemente legato a cambiamenti nella zona del cervelletto: non esiste però nessuna coerenza tra gli studi in termini di effetti diretti sulla struttura cerebrale reale.
La ricerca ha coinvolto 853 persone adulte fra diciotto e cinquantacinque anni e anche persone adolescenti fra quattordici e diciotto anni. Fra i selezionati vi erano sia consumatori abituali di marijuana, sia di alcol. Tutti i soggetti presi in analisi sono stati sottoposti a particolari analisi tramite scansioni cerebrali in modo da poter osservare la ‘tenuta sulla componente cellulare della materia grigia e bianca. I risultati delle analisi mettevano in evidenza un deterioramento delle due sostanze più incisivo rispetto ai cannabinoidi contenuti nella marijuana, che non hanno causato forti impatti a lungo termine sull’integrità della materia grigia e bianca. Questo studio non intende sottolineare che la marijuana faccia bene o abbia dei benefici per il cervello, ma di sicuro fa meno danni dell’alcol, anche se questi studi debbono essere ancora approfonditi. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Addiction.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *